Hanry > What Came From Silence

È sempre bello recensire un disco di debutto. Da recensore leggi le note stampa e bene o male sai cosa aspettarti, soprattutto se si tratta di un artista che conosci. Quando invece ti viene consigliato un debutto, c’è una sola aspettativa che vale la pena avere: questo lavoro mi stupirà? Con What Came From Silence…

Slow Crush > Thirst

È uscito il 29 agosto, a fine estate, e non poteva esserci momento più adatto. Thirst, il terzo album degli Slow Crush, è un disco che appartiene all’autunno e all’inverno, al freddo che taglia la pelle e ai tramonti che arrivano presto. Lo shoegaze del gruppo belga si colloca nella frangia più heavy del genere…

New Candys > The Uncanny Extravaganza

Tra le band italiane contemporanee, poche suonano internazionali quanto i New Candys. The Uncanny Extravaganza, uscito il 30 maggio di quest’anno per Fuzz Club, dimostra quanto il loro immaginario – radicato nei Velvet Underground e nelle visioni lisergiche di Syd Barrett, ma contaminato anche dalla neopsichedelia dei Pond e dalle ombre dei The Black Angels…

Törzs > Menedék

Ci sono giorni in cui la vita è fin troppo rumorosa: un flusso inarrestabile di notifiche, scadenze e impegni affolla la mente, lasciandoci spesso senza un vero e proprio spazio per ascoltarci veramente. In quei momenti non si ha bisogno di ulteriori stimoli, quanto piuttosto di suoni che aiutino a creare spazio dentro. Il post-rock…

Last Leaf Down > Weight Of Silence

Non dovrebbe stupire che il post-rock, in tutte le sue declinazioni, stia trovando sempre più affinità con lo shoegaze. Sono due linguaggi che condividono una vocazione all’evasione, un modo di abitare il suono che dissolve i confini dell’Io, lasciandolo perdersi in feedback ariosi, tremoli sospesi, climax che sembrano mantra emotivi. Se il post-rock spesso rinuncia…

Panta > Poeti, Vampiri e Veneri Punk

Ho sempre avuto un profondo rispetto per quelle band che plasmano il proprio suono senza compromessi, accettando le influenze da cui attingono, ma senza piegarsi alle logiche di mercato o a ciò che più converrebbe proporre a un pubblico dalla soglia di attenzione sempre più bassa. È raro, soprattutto in Italia, imbattersi in progetti che…

you, infinite > you, infinite

È difficile parlare di post-rock oggi senza pensare ai This Will Destroy You. Texani come gli Explosions in the Sky, nei primi anni 2000 hanno saputo interpretare al meglio le coordinate del genere, quando dischi come Young Mountain e S/T condensavano alla perfezione tutti gli elementi della miglior musica strumentale: atmosfere stratificate, crescendo emotivi, riverberi…